
18 Ottobre 2026 – “Il pallone di Dios” non è un romanzo sul calcio, anche se il titolo può ingannare. È un noir con elementi grotteschi e comici che sfrutta il mito di Maradona come detonatore narrativo. Nel romanzo c’è un pallone miracoloso, una città in piena febbre mistica, criminali, sette, monache custodi di reliquie, superstizione, sangue e desiderio di salvezza.
Un esordio “miracoloso”
Il romanzo d’esordio di Frank Cavallo è un noir mistico ambientata a Napoli, dove un pallone con una sua storia legata a Maradona che fa miracoli scatena una caccia tra monache esoteriche, miliardari argentini e camorristi. Il libro porta il lettore a riflettere cosa succede quando la fede popolare, il bisogno di miracolo e l’ossessione collettiva soverchiano la razionalità. Una scrittura vivace e una trama con angolature mistiche rivelano che il vero prodigio è la fede di una città intera, che solo a Napoli prende forma.
La trama (no spoiler)
Tutto parte da un trafficone immobiliare di cinquantasei anni, scornato dalla vita e curato male dal viagra. Poi c’è un pallone nascosto in una villa liberty di Napoli: lo stesso, si dice, che Diego Armando Maradona calciò il giorno della sua presentazione al San Paolo, nel 1984. E c’è il momento in cui quell’uomo lo tocca, ha una visione, e il pallone gli sanguina tra le mani nella migliore tradizione della cultura di Napoli. Il romanzo è ambientato nella Napoli del 2023, l’anno del terzo scudetto del Napoli, dove il furto di una reliquia maradoniana scatena una caccia che attraversa l’intera città, e dove la posta in gioco non è un oggetto, ma ciò in cui un popolo intero ha deciso di credere.
L’autore
Francesco «Frank» Cavallo nasce a Napoli nel 1972. Laureato in ingegneria elettronica, ha vissuto molti anni all’estero per lavoro, e si definisce con autoironia «un emigrante» — la stessa autoironia che attraversa la voce del suo protagonista. L’autore spazia dalla narrativa alla musica, fino ad arrivare al cinema. Con il progetto musicale Napoli Violenta cura la realizzazione di dischi e colonne sonore ispirate al cinema poliziottesco italiano degli anni Sessanta e Settanta e collabora con fanzine specializzate dell’universo video. Alla sua poliedricità va aggiunta la divulgazione, con testi per ragazzi, sull’intelligenza artificiale. Il Pallone di Dios è il suo romanzo di esordio, ed è un esordio maturo: l’ingegneria gli ha dato il rigore strutturale, il cinema di genere il gusto per la commedia nera, la musica il senso del ritmo nella prosa.
Napoli oltre lo stereotipo
Il Pallone di Dios racconta la città evitando il folklore da cartolina e il nero da reportage criminale con cui viene dipinta la città e che ha finito per rappresentarne l’immagine collettiva. Nel romanzo la camorra c’è, ma non è il centro; il pittoresco c’è, ma è sempre ribaltato dall’ironia. È una Napoli filtrata dallo sguardo colto e disincantato di un protagonista che la conosce troppo bene per illudersi, non una Napoli da cartolina, ma una Napoli notturna, grottesca, superstiziosa, popolare, e la devozione può diventare delirio.
Dove acquistare il libro
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Citazioni dal libro
«Si vede che doveva andare così. O magari no… ma in fondo in fondo: chissenefotte.» (la frase che
chiude il romanzo)
«Per anni ho creduto nel destino mentre aspettavo una mano dal cielo. E c’è voluta la mano di Dio per scoprire che quella mano era questa, la mia.»
«A Napoli la gente crede nei santi e, al contempo, nel malocchio, nel potere divinatorio dei sogni,nei numeri. E ci crede davvero.
E tutto questo ha un potere.»
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